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Risalendo all'Età del Ferro, il territorio pugliese
può essere distinto in tre grandi aree: quella
dei Messapi a Sud, quella dei Peucèzi
al Centro e dei Dauni a Nord.
I Peuceti, popolo di origine illirica, si stanziò
nel territorio corrispondente al Barese sostituendosi
a ceppi indigeni che risiedevano in queste aree sin
dalla preistoria. La presenza dell'uomo è stata
documentata dal ritrovamento avvenuto pochi anni fa
dei resti fossili, perfettamente integri, del cosiddetto
"uomo di Altamura".
Poi vennero i coloni greci che si stanziarono
sia sulla costa che nell'entroterra, successivamente
giunsero i romani, fu tenuta in debito conto
dai bizantini a cui si sostituirono, infine,
le grandi dinastie imperiali e regali: così anche
la Terra di Bari ha seguito, tra alterne fortune, il
lento corso della storia.
Bari ne è sempre stata il capoluogo, per posizione
geografica, così come per vocazione ai commerci
con l'oriente e con le più vicine sponde opposte
dell'Adriatico.
E' a partire dall'età greca (VII-V sec. a.C.)
che la Puglia comincia a ricoprire un importante ruolo
di collegamento tra l'Oriente e l'Occidente.
La posizione strategica e di controllo del bacino del
Mediterraneo, nonché di porta dell'Occidente,
fecero del territorio pugliese un'area di grande interesse
militare ed economico.
Per tale ragione, a partire dal VI secolo d.C., questa
terra si trasforma in oggetto di contesa. I bizantini
prima, i Longobardi, Saraceni e Franchi, poi,
daranno vita a sanguinose battaglie per il controllo
dell'area più fiorente ed importante del Mediterraneo.
Bari è la città che ha unito occidente
ed oriente nel nome di San Nicola, le cui ossa furono
trafugate da un manipolo di avventurosi marinai nel
lontano 1087.
Con i Normanni (XI-XII sec. d.C.), la Puglia
tornerà a conquistarsi un periodo di consolidamento
e di tranquillità. Con la scomparsa della dinastia
degli Altavilla, saranno gli Svevi e gli
Angioini a dominare in maniera del tutto incontrastata.
Nel 1258, Manfredi, figlio del più illustre Federico
II, verrà incoronato re di Sicilia e di Puglia.
Più tardi è la dominazione spagnola
a strappare al potere francese il controllo di tutta
la zona meridionale dell'Italia.
Nel 1713, con i trattati di Utrecht e Rastadt, tutto
il Regno di Napoli passa sotto il controllo di Carlo
VI d'Austria. Nel 1738, la Pace di Vienna ed il successivo
trattato di Aquisgrana legittimano il potere dei Borboni
che attraverso numerose vicissitudini domina sul
Regno delle due Sicilie fino al XIX secolo.
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